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ACLI

 

Da Loreto le Acli chiedono una mobilitazione collettiva per il lavoro: non vi può essere vero sviluppo senza una crescita dell’occupazione
(Corso regionale di formazione delle Acli – Loreto, 12-13 ottobre 2013) 

Si è svolto a Loreto nei giorni 12 e 13 ottobre 2013 il tradizionale corso regionale di formazione delle Acli marchigiane al quale hanno partecipato due esponenti della presidenza nazionale delle Acli: Andrea Luzi e Stefano Tassinari.

            Dopo un’introduzione del presidente regionale Francesco Baldoni, il corso si è aperto con un’ampia riflessione spirituale di don Francesco Pierpaoli, che ha illustrato il secondo convegno ecclesiale marchigiano programmato per il 22-24 novembre 2013 e dedicato al tema “Alzati e va’… Vivere e trasmettere oggi la fede nelle Marche”. Il convegno ecclesiale – ha detto don Pierpaoli – essendo un “con-venire” di tutta la Chiesa marchigiana, è un cammino che deve coinvolgere tutti i credenti delle Marche. I vescovi della regione – ha concluso - chiedono alle Chiese delle Marche di evitare la “tentazione di ripiegarsi in se stesse” e le invitano ad andare incontro “a tutti coloro che sono in ricerca della verità”, riscoprendo la natura missionaria della Chiesa e valorizzando il dinamismo della fede di ogni battezzato.

La prima sessione del Corso regionale delle Acli è stata poi dedicata alle trasformazioni in atto nello Stato sociale del nostro Paese. Il quadro nazionale è stato delineato da Andrea Luzi, responsabile del Dipartimento Welfare delle Acli nazionali. Sono poi seguite le relazioni di Maurizio Tomassini su “Acli e sanità, un futuro possibile” e di Fabio Corradini su “Il Welfare della cura, tra politiche attive del lavoro e attenzione alla famiglia”. Ne è emersa una indicazione precisa: il nostro Stato sociale, oltre a sostenere la famiglia,  deve continuare a fornire a tutti i livelli essenziali di assistenza, basandosi però sul criterio dell’universalismo selettivo: cioè deve offrire le basilari forme di protezione a tutti, ma modulandole in base alle condizioni economiche di ciascuno.

            La seconda sessione, introdotta dal vicepresidente regionale Venanzio Pennesi, è stata dedicata alla realtà associativa delle Acli: sono state discusse le regole dello stare insieme, ma soprattutto ci si è confrontati sulle nuove opportunità che si stanno aprendo per i Circoli, per le associazioni specifiche e per i servizi attivi all’interno del Sistema-Acli: dalla Federazione pensionati all’Unione sportiva, dal Patronato dal Centro di assistenza fiscale.

            La terza sessione ha avuto al centro il tema “Giovani attivi di fronte al lavoro”. I numerosi partecipanti alla tavola rotonda, moderata per la presidenza regionale delle Acli da Patrizia Di Luigi, hanno toccato vari temi: la coordinatrice regionale dei Giovani delle Acli Tatiana Cinquino si è soffermata sulle esperienze condotte per orientare i giovani al lavoro e farne dei promotori di opportunità; la referente del Progetto Policoro della diocesi di Fano Ileana Maracci ha parlato delle nuove opportunità offerte ai giovani dalla cooperazione, posta al centro del Progetto Policoro; il responsabile regionale dei Servizi per l’impiego Fabio Montanini ha illustrato le politiche attive del lavoro realizzate dalla Regione Marche; il Selection manager del Gruppo Loccioni Fabrizio Pieralisi, partendo da una esperienza aziendale di qualità, ha spiegato come ridare speranza ai giovani.

Ha concluso il corso il responsabile nazionale del Dipartimento lavoro delle Acli Stefano Tassinari che ha presentato le proposte delle Acli in tema di occupazione giovanile. Al lavoro – ha detto Tassinari – serve un patto per lo sviluppo, che in un quadro di certezze politiche e istituzionali, sia incentrato su: 1) una visione del ruolo dell’Italia nel mondo che rilanci la nostra vocazione industriale e la scelta di essere un ponte nel Mediterraneo; 2) un’idea alta del lavoro per un’economia e un’occupazione di qualità. Nell’attuale situazione, però, - ha concluso Tassinari - occorre anche riprendere una riflessione sulla necessità di redistribuire il lavoro. Perché non vi può essere vero sviluppo senza crescita dell’occupazione e senza un’occupazione di qualità per tutti.

La presidenza regionale delle Acli